martedì 11 ottobre 2011

Sull'inceneritore REA la provincia cede su tutti i fronti




Il presidente della provincia Ettore Pirovano presenta come un successo l'accordo raggiunto con REA  per bruciare nell'inceneritore di Dalmine i rifiuti solidi urbani ad una nuova tariffa che subisce un rincaro di circa il 30%, dal 2012 pagheremo 113 euro tonnellata fino al 2026 contro gli 88 attuali (è da chiarire cosa intendono quando dicono che il rincaro inciderà nelle tasche dei cittadini in media per un +4,6% in base alle varie tariffe dei Comuni sulla differenziata).
Un rincaro spropositato è frutto di un accordo? Bel successo!


Pirovano si vanta anche del fatto che non esiste più un bacino provinciale (mai esistito nei fatti visto che da sempre nell'inceneritore di Dalmine si brucia da ogni dove, e basta vedere il piano provinciale di gestione dei rifiuti PPGR), ma il bacino sarà regionale come verrà stabilito da una legge che verrà approvata tra un paio di mesi; ed anche qui va osservato che se verrà stabilito per legge non si capisce che successo abbia ottenuto.
Della terza linea, si tratta del sostanziale raddoppio dell'inceneritore che Rea da tempo vuole realizzare, Pirovano se ne lava le mani  dicendo che la decisione spetta alla Regione Lombardia e sappiamo già che approverà, perché ha approvato il PPGR che Pirovano si è guardato bene dal modificare per stralciare la terza linea a Dalmine come caposaldo della gestione futura dei rifiuti della provincia di Bergamo. 
Dopo tanto rumore il presidente della Provincia ha ceduto su tutti i fronti.






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