sabato 17 settembre 2011

Un PGT da ribaltare




Questo PGT è da rigettare perché ha il sapore dell’inganno,  specie per i cittadini che chiedono di limitare la crescita urbanistica della Città. La richiesta nasce dal buon senso di chi osserva: che ci sono moltissime case già costruite ma vuote, che nell’area di Dalmine e dintorni ampi spazi destinati al produttivo sono inutilizzati. L’esigenza di costruire ancora e di più non c’è, serve invertire questa tendenza.


Il PGT adottato è infarcito di promesse trite, di belle parole e di eufemismi che confondono la percezione della realtà, le lottizzazioni residenziali sono chiamate “stanze verdi”, le enormi urbanizzazioni a produttivo e direzionale diventano il “bosco delle attività produttive”, gli edifici a ridosso della ss525 diventano “architetture che dialogano alla porta nord ed alla porta sud di Dalmine”, le strade a 4 corsie diventano gli esotici “boulevard”.
Non siamo allocchi.


L'immagine della previsione di piano con in giallo gli ambiti di trasformazione




I documenti sono pieni di errori, con stessi spazi giocati a parcheggio e ciclabili a dimostrazione della scarsa attenzione prestata, vaghi nel descrivere gli obblighi per i lottizzanti. E’ certo che vengono sbloccate le edificazioni già previste nel precedente Piano Regolatore Generale: aumentando i volumi sulle vaste aree destinate al produttivo e direzionale, in cambio di vaghi standard qualitativi e della realizzazione di servizi scarsamente descritti; liberando i lottizzanti dal vincolo della cessione al Comune di terreni per la realizzazione di Edilizia Residenziale Pubblica e introducendo opzioni per incentivi volumetrici in cambio di edilizia a prezzi convenzionati e a marginali riduzioni volumetriche su alcuni ambiti residenziali.


La trasformazione al confine con Lallio


Prendiamo ad esempio l’enorme area del bosco delle attività produttive, a fronte di maggiori volumi permessi si chiede qualità degli edifici, di realizzare un soprapasso della tangenziale sud, di attrezzare l’area feste, di tutto ciò nelle mappe delle regole non c’è nulla. 




Il risultato, se si concretizza quanto scritto sulla carta dopo la ripulitura da fiocchi e belletto, è che nel giro di 3 anni ampi spazi verdi saranno urbanizzati.
La direzione da prendere invece è un’altra, più radicale e rispondente a quanto indicato dai cittadini. Lega e PDL, invece di perseguire la continuità o il peggioramento del PRG, potevano fare altre scelte maggiormente limitative, senza causare problemi al Comune per i diritti acquisiti.


Purtroppo su questa linea orientata al futuro IDV è sola, il PD è vincolato alla difesa delle scelte del passato sul PRG e come altri ancorato ad una concezione di sviluppo della città legata indissolubilmente a cospicue entrate da nuove urbanizzazioni.


IDV chiede a tutti, ed in primo luogo all’amministrazione che ha le redini della trasformazione, di cambiare e scardinare una mentalità amministrativa imperniata sull’espansione urbanistica per avviare un percorso veramente innovativo e cambiamenti che incidano per il miglioramento della qualità della vita nella nostra città.

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