Questo, con anche PDL e Lega concordi a Dalmine, marca la distanza tra le scelte del governo (che favoriscono i profitti di pochi) e la volontà dei cittadini.
E' importante perché darà visibilità ai referendum e forza alle eventuali iniziative per respingere l'ingresso dei privati.
4 SI AI REFERENDUM.
E' una battaglia per la giustizia e per i diritti.

Mozione per il riconoscimento dell’Acqua quale bene comune pubblico e diritto universale presentata dai consiglieri di minoranza.
Premesso che:
la gestione del servizio idrico integrato in Italia è attualmente normata dall'Art. 23bis della Lg. 133/2008 che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all’ingresso di privati;
il recente Art. 15 del D.L. 135/2009, che ha modificato l'Art. 23bis, muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici;
l'acqua è un bene comune, è un bene finito, indispensabile all'esistenza degli esseri viventi, è una fonte insostituibile di vita, costituisce pertanto un bene comune dell'umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti e un diritto inalienabile che non può essere proprietà di nessuno, bensì un bene condiviso equamente da tutti;
il problema dell'accesso all'acqua va assumendo una sempre maggiore importanza a livello mondiale in relazione all'enorme perdita di vite umane causata dalla sua mancanza; tale problema rappresenta se non affrontato democraticamente secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l'ambiente, una causa scatenante di tensioni e conflitti all'interno della comunità internazionale;
sono in atto anche nella nostra Regione numerosi e vasti movimenti che rivendicano la difesa e il riconoscimento dell'acqua come bene comune aggregando culture ed esperienze differenti.
Considerato che:
Si conferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato, secondo il quale tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;
si riconosce che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini.
Visto che:
Il Consiglio Comunale con la delibera n. 51 del 26 Maggio 2010 riconosceva l’importanza della tutela dell’acqua, quale bene pubblico;
l’art 6, comma 4 del Tuel (Dlgs n.267 del 18 08 2000), consente e regolamenta le modifiche statutarie,
Si impegna l’Amministrazione Comunale:
a riconoscere l'acqua come bene comune pubblico e l'accesso all'acqua come diritto umano universale, indivisibile, inalienabile non assoggettabile ai meccanismi di mercato e di azioni speculative;
- a indirizzare in tal senso tutte le azioni amministrative future
a dare notizia dell’approvazione della mozione tramite il sito del Comune e tramite un comunicato stampa ai maggiori quotidiani della nostra zona.
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