domenica 27 febbraio 2011

Sul casello chiediamo che finisca lo scarica barile

Con una nuova interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti l'On. Sergio Piffari di IdV chiede di intervenire al più presto ed in maniera risolutiva inserendo l'opera nell'ambito degli impegni di convenzione con Autostrade per l'Italia.
Ecco il testo dell'interrogazione ed il comunicato stampa.



INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

PIFFARI, CIMADORO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:

il 30 settembre 2010 il sottoscritto ha interrogato il ministro delle infrastrutture e trasporti per sapere se sussistesse la volontà di portare a compimento la realizzazione del nuovo casello autostradale di Dalmine, opera a carico di Autostrade per l’Italia (Aspi);

come ormai noto, l'opera di realizzazione dello spostamento del casello autostradale di Dalmine, in carico a Autostrade per l'Italia Spa, doveva essere avviata in modo da essere completata con tempi compatibili con l'entrata in esercizio della tangenziale sud di Bergamo;

nell’interrogazione a risposta in Commissione, svolta il 30 settembre scorso, è stato inoltre rilevato dal sottoscritto che lo spostamento del casello autostradale di Dalmine era stato inserito nel I lotto - 2o stralcio dei lavori della Tangenziale, nel tratto da Treviolo (ex strada statale n. 671 Asse Interurbano) a Stezzano (ex strada statale n. 42). In particolare il progetto contemplava la costruzione di 4 svincoli a doppio livello, due dei quali «in corrispondenza del nuovo casello autostradale di Dalmine» con connessione alla nuova tangenziale, inaugurata il 23 marzo 2010 con l'entrata in esercizio del tratto Treviolo-Stezzano;

nella stessa sede è stato sottolineato come, non essendo stato attuato lo spostamento del casello autostradale in questione, il sottopasso della strada provinciale 525 (ex strada statale n. 525) in entrata e uscita dall'autostrada, pur realizzato, è di fatto inutilizzabile;

nella sua articolata risposta il rappresentante del Governo, sottosegretario Castelli, ha ribadito che: “
lo svincolo e la stazione di Dalmine rientravano tra gli interventi da realizzare da parte di Autostrade Concessioni e Costruzioni Autostrade S.p.A. nell'ambito della convenzione sottoscritta con ANAS S.p.A. in data 4 agosto 1997 e successivi atti aggiuntivi”;

inoltre è stato affermato dall’on. Castelli che: “successivamente, in sede di definizione del nuovo testo di «convenzione unica» sottoscritta in data 12 ottobre 2007, approvata dalla legge n. 101 del 2008 - novativa e sostitutiva dei precedenti atti convenzionali, ANAS S.p.A. ed Autostrade per l'Italia S.p.A. hanno valutato, a fronte del non ancora consolidato scenario in-frastrutturale, con particolare riferimento al tracciato ed alla realizzazione della Pedemontana Lombarda, di stralciare la realizzazione di detto intervento, destinando il relativo impegno di spesa ad altri interventi di più immediata realizzazione”;

di fatti il Governo ha concluso dichiarando che:”al ricrearsi dei presupposti per la realizzazione dell'intervento, ANAS S.p.A., d'intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, potrà richiedere ad Autostrade per l'Italia S.p.A. di svilupparne la progettazione e valutarne congiuntamente l'inserimento nell'ambito degli impegni di convenzione, nella relativa voce Altri Investimenti”;

da un articolo dell’Eco di Bergamo dell’8 febbraio 2011 si apprende che, a seguito di un incontro tra Aspi, Sindaco e Assessore alla Mobilità del comune di Dalmine, la Società Autostrade ha dichiarato che non sono disponibili risorse per la realizzazione di suddetta infrastruttura che, peraltro, non rientra più tra le priorità di Autostrade per l’Italia - :

se il Ministro interrogato, alla luce delle recenti dichiarazioni di Autostrade per l’Italia sul Casello di Dalmine e in considerazione di quanto affermato in Commissione il 30 settembre scorso dal proprio rappresentante, non ritenga opportuno intervenire al più presto e in maniera risolutiva, attraverso l'inserimento dell’opera nell'ambito degli impegni di convenzione nella relativa voce “Altri Investimenti”, essendosi ormai verificati tutti i presupposti necessari all’intervento, ovvero, la definitiva pianificazione e progettazione di Pedemontana e Brebemi, il completamento della 4° corsia di A4 e della Tangenziale sud di Bergamo, ed essendosi altresì delineato e consolidato lo scenario infrastrutturale corollario della succitata infrastruttura.




COMUNICATO STAMPA
CASELLO DALMINE. PIFFARI (IDV): “VERGOGNOSO SCARICA BARILE”
“La realizzazione del Casello di Dalmine – ha dichiarato il
Capogruppo IDV in Commissione Ambiente e Infrastrutture,
Sergio Piffari – rimane un’opera strategica per la viabilità dell’area
sud dell’intera provincia di Bergamo. L’atteggiamento di tutti i
soggetti coinvolti, dal Governo ad Aspi e ANAS, appare veramente
incomprensibile oltre che irresponsabile.
Lo scorso settembre – prosegue il parlamentare bergamasco – ho
interrogato il Governo per conoscere gli ostacoli alla realizzazione
di questa infrastruttura, tanto importante quanto prevista da
tempo. Il sottosegretario Castelli, oltre a scaricare le responsabilità
su Autostrade per l’Italia e ANAS, aveva affermato la necessità
di attendere il ricrearsi dei presupposti adatti all’esecuzione dei
lavori. Adesso oltre ad apprendere che l’opera non è più considerata
prioritaria, si scopre che esiste un problema di risorse”.

“Oggi però, completati i lavori per la 4 corsia autostradale e della
tangenziale sud ed essendo ormai definitivi i tracciati e i progetti
di Brebemi e Pedemontana, il quadro infrastrutturale lombardo è
tutt’altro che incerto. Non realizzare il nuovo casello autostradale,
oltre a danneggiare la viabilità locale – ha proseguito il Segretario
Regionale IDV Lombardia - significa vanificare gran parte degli
investimenti che gli enti locali hanno sostenuto per la tangenziale
sud. Ritengo che i presupposti necessari per la realizzazione
dell’opera ci siano tutti, per questo ho deciso di presentare una
nuova interrogazione al Ministro Mattioli, affinché si attivi per
riprogrammare i lavori come promesso.
Mi auguro – ha concluso Sergio Piffari - che la classe politica, in
particolare gli amministratori locali, trovino la forza di uscire da
logiche campanilistiche di partito, comprendendo la necessità di
maggiore sinergia e coinvolgimento di tutte le forze politiche, anche
di opposizione, per ottenere un risultato il cui unico scopo è il
miglioramento delle condizioni dei cittadini e del territorio.”

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