La manovra che il Ministro Tremonti si appresta a varare (ma dove Berlusconi non mette la faccia, troppo importante per prendere i voti) dovrebbe produrre, tra l'altro, un ulteriore taglio dei trasferimenti ai comuni. Ciò avverrà anche se è stato rispettato il patto di stabilità.
Ai già previsti 1 miliardo e 800 milioni nel 2011 si aggiungerebbero altri 1 miliardo e 500 milioni, mentre per il 2012 sarebbero 2 miliardi e 500 milioni.
Questo potrà avere conseguenze dirette quali: ulteriori tagli dei servizi, nuovi aumenti delle tariffe, aumenti delle tasse locali, tagli agli investimenti.
Tutto questo abbiamo visto è già in corso a Dalmine e perciò la manovra non potrà far altro che peggiorare la situazione.
Ancora una volta vengono al pettine i nodi della favola di Berlusconi che non mette le mani nelle tasche dei cittadini e della crisi che secondo lui non c'è.
Si tolgono i soldi a Comuni come Dalmine, che hanno dimostrato di non sprecarli ma di fare investimenti veri sul territorio, mentre è altrove che il Governo Nazionale dovrebbe andare a prenderli, ad esempio negli sprechi del G8 alla Maddalena o nella reale emorragia di denaro per quello che ormai è una barzelletta che però non fa ridere, lo stretto di Messina (e si potrebbe fare un elenco da far venire la pelle d'oca).
E pensare che gli investimenti dei Comuni sono il 70% degli investimenti in Italia, niente male come decisione per chi dovrebbe rilanciare l'economia vero?
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