Sull’asilo nido comunale
l’amministrazione, che inizialmente voleva chiudere e vendere ai privati, alla
fine ha optato per la più sensata concessione di servizio.
La soluzione della concessione è applicata
con successo in molti comuni, ma molto dipende da ciò che sarà scritto nel
capitolato del bando di gara e dal controllo che verrà esercitato. Dalle
dichiarazioni di intento sul capitolato di concessione, in cui è richiesto
l’accreditamento e la durata è fissata a 5 anni (troppi, meglio 3), il comune
intende mantenere il controllo sulla gestione organizzativa e didattica.
Rimangono critici i regolamenti per la gestione dell’accesso e delle rette che
sicuramente saliranno; l’amministrazione comunque dichiara che vi sarà garanzia
per disabili e casi sociali, così come il sostegno al pagamento, che verrà
finanziato con il risparmio.
Piccola nota di folclore, il PDL non
condivide la direzione presa, non vuole l’affidamento in concessione di
servizio ed ha insistito con la vendita, ma poi come al solito vota si.

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