domenica 10 giugno 2012

Il paradosso dei rifiuti di Dalmine bruciati a Brescia



I rifiuti dei cittadini di Dalmine verranno bruciati nell’inceneritore di Brescia (della A2A controllata dai comuni di Milano e Brescia) ad un prezzo inferiore di quello che chiedono all’inceneritore di Dalmine (della REA a capitale privato) che però brucerà i rifiuti in buona parte speciali e provenienti da dove più conviene a REA .
Questo è in sintesi lo scenario che si è delineato come risultato dei colpi di genio della gestione Leghista di ieri e di oggi: l’allora presidente della provincia Cappelluzzo ha fatto costruire l’impianto di Dalmine a seguito della vincente azione lobbistica del privato, affossando un alternativo progetto di iniziativa pubblica; l’attuale presidente Pirovano, non cede alla pressione di REA per il raddoppio dell’impianto, ma avalla la nuova linea che consente ai comuni bergamaschi di portare i rifiuti dove più gli conviene, favorisce di conseguenza l’affare della REA che, alzando i prezzi, fa scappare i rifiuti bergamaschi e attira quelli provenienti dalle varie emergenze che, come ben noto, sono frutto di pessime gestioni clientelari se non malavitose di tutta l’Italia.

Per sapere se potremo ancora contare sui circa 1.000.000 di euro anno di royalties in rapporto alle quantità bruciate, i soldi che secondo la convenzione la REA deve versare ogni anno al Comune di Dalmine per la mitigazione dell'impatto ambientale dell'impianto e che non versa dal 2010, si dovrà aspettare il termine della battaglia legale che dura da anni e per altri si protrarrà.
I nodi vengono al pettine ed una volta di più evidenziano il fatto che affidare i servizi di pubblica utilità a soggetti privati è un rischio inaccettabile e non sempre porta benefici ai cittadini che per l’ennesima volta sono stati gabbati.
La Lega (che
rivendica la bontà delle proprie scelte, legittimamente ma incredibilmente vista la situazione) propone in Comune una mozione, che appare più di facciata per l’imbarazzo della situazione che si è venuta a creare e nella quale chiede alla Regione Lombardia la sospensione immediata a REA dell’autorizzazione all’esercizio. Quanto grassa sarà la risata che echeggerà dalle faraoniche stanze del pirellone? Se davvero la Lega vuole che questo e molti altri problemi della nostra regione vengano risolti ritiri la fiducia a Formigoni, come più volte chiesto da IdV nell’interesse dei cittadini.

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