La riforma Gelmini è dettata da interessi economici e non da motivazioni pedagogiche, culturali o sociali. Si vuol rendere la scuola pubblica meno costosa e ad organici ridotti. Si intende smantellare il sistema delle scuole elementari italiane alle quali è internazionalmente riconosciuto un livello di eccellenza.
Il ritorno al maestro unico secondo la Gelmini avrebbe delle ragioni pedagogiche, fornendo al bambino una figura di riferimento per la sua crescita e formazione.
Nemmeno nell'ambiente famigliare la figura di riferimento è una sola visto che l'educazione è affidata a entrambi i genitori. Per giunta i bambini entrano a scuola avendo già avuto più figure di riferimento sin dalla Scuola Materna.
Inoltre la pluralità dei docenti ha permesso agli insegnanti di approfondire le conoscenze disciplinari e di specializzarsi; fornendo un’offerta formativa più avanzata. Il Tempo Pieno e quello a modulo si sono rivelati efficaci.
E' giusto perseguire una politica di riduzione degli sprechi nella Pubblica Amministrazione senza però compromettere la formazione dei nostri figli.
Dalla riforma proposta emerge invece la volontà di penalizzare la scuola pubblica a vantaggio della scuola privata. Con la riduzione a 24 ore obbligatorie le restanti ore aggiuntive diventeranno ore di doposcuola o di sorveglianza, e di conseguenza le famiglie che se lo possono permettere sceglieranno la scuola privata.
La riforma avrà come ulteriore conseguenza la perdita del patrimonio professionale di migliaia di docenti considerati esuberi o precari.
La riforma Gelmini è inaccettabile, penso perciò che genitori, insegnanti e studenti agiscano nel giusto contrastandola.
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