martedì 15 maggio 2012

A proposito delle farmacie comunali



L'idea che una sola ed efficiente farmacia comunale sul territorio sia sufficiente a garantire il servizio
di presidio sanitario può essere condivisibile, ma la vendita della farmacia di via Provinciale è stata decisa dall'amministrazione in modo affrettato e ideologico, le motivazioni sono poco convincenti e questa scelta potrebbe risultare non conveniente.

Una farmacia comunale, in quanto proprietà di un soggetto pubbilico, si deve distinguere da quelle private per la capacità di assumersi il compito e l'onere di assicurare alla collettività quelle modalità di servizio che sono poco redditizie e quindi trascurate dai privati; diversamente fa impresa e tradisce lo scopo; ciò sia chiaro può avvenire senza produrre perdite economiche che, se contenute comunque non sarebbero uno scandalo. Per farlo occorre dare alla gestione pubblica l'attenzione riservata alle imprese.
Dalla destra invece, a giustificazione della decisione, abbiamo sentito motivazioni ideologiche e atteggiamenti arrendevoli: "E' finito il tempo dell'assistenzialismo", "Lasciamo fare al privato che fa meglio", "Non si capisce come mai il pubblico debba funzionare male e il privato no".
A noi invece piace andare al merito delle questioni perché è il solo modo per capire se un progetto è sensato oppure no.

Tanto per cominciare non vediamo questo grave problema sui conti della farmacia.
Dalla relazione di stima della farmacia si legge:
- netto incremento delle vendite nel periodo 2007-2008, mantenuto nel biennio 2009 e 2010
- conto economico in perdita nel 2007 (-43.000,00), 2008 in utile (+15.000,00), 2009 e 2010 in sostanziale pareggio
- la perdita/pareggio risulta più anomala se si considera che la farmacia non è gravata da canoni di locazione (stima circa 25.000,00 euro)

La potenzialità di non produrre perdite ma utili, quindi la discussione di deve spostare su altri temi:
- quali i servizi che deve fare (orari di apertura, fornitura e reperimento di medicinali, test diagnostici, informazione ed educazione sanitaria, consegna a domicilio, misurazione della pressione, possibilità di reclamo, ...)
- con quali standard qualitativi (giacenze dei medicinali, tempi di reperimento, competenza del personale, aree idonee, cortesia e riservatezza)
- quali elementi di misurazione delle prestazioni per i servizi erogati e gli standard qualitativi
- quale il sistema incentivante basato sulle misurazioni

L'amministrazione dice che con il personale liberato dalla vendita di via Provinciale e trasferito su Viale Marconi si otterrebbero risparmi e la valorizzazione della farmacia di Viale Marconi che potrebbe svolgere nuovi servizi.
Se è quasi certo il risparmio, sono dubbie invece le motivazioni a supporto di un presunto servizio migliore
fornito dalla farmacia di Viale Marconi al termine dell'operazione di vendita.
L'amministrazione ha affrontato la questione quasi esclusivamente dal punto economico: concentrandosi sui risparmi per il personale a tempo determinato che non verrebbe riconfermato (che speriamo trovi collocazione a tempo indeterminato nella farmacia privata subentrante), facendosi attrarre dall'entrata della vendita, puntando su prodotti di cosmetica. Su come faranno funzionare la farmacia di Viale Marconi non hanno saputo dire quasi nulla. Niente carta dei servizi con standard qualitativi, misurazioni e incentivi.

Una alternativa plausibile poteva essere allora quella di:
- scorporare le farmacie da GESECO (che verrà chiusa secondo il nuovo quadro normativo),
- costituire la società speciale per la gestione delle due fermacie (che andrà fatta comunque anche se ci sarà solo quella di Viale Marconi)
- ottenere i primi risparmi da sinergie sulle due farmacie (attività amministrative e magazzino)
- avviare un progetto per definire la Carta dei Servizi Farmaceutici al Cittadino
- decidere in seguito, in base a risorse e servizi, se vendere oppure no la farmacia di Via Provinciale

In conclusione, non ci preoccupa tanto la vendita della farmacia di Via Provinciale, ma la scarsa progettualità
dimostrata dall'amministrazione sul futuro di quella di Viale Marconi.

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