Riporto come l'ho ricevuto da Sergio Nasi di Dalmine l'incredibile racconto di arretratezza e inefficienza nel 2012 in Lombardia.
Gent.le Italia Dei Valori,
sebbene ben più gravi problemi affliggano il nostro Paese e il nostro Comune in particolare,
permettetemi di segnalarvi un caso di digital divide che in un paese come Dalmine lascia francamente perplessi.
E non è il caso di utilizzare aggettivi più pesanti anche se questa situazione oggettivamente limita un po' di diritti di
una parte non irrilevante di cittadini.
Nel condominio di recente costruzione sito in via Pizzo Camino al n.17 (nonché negli altri nuovi stabili della zona)
in cui mi sono da poco trasferito e nel quale vivono al momento circa cinquanta famiglie,
non è possibile ricevere offerta Internet ADSL da nessun operatore a causa dell'obsolescenza degli apparati Telecom che servono la zona.
Si tratta di vecchi apparati stradali in grado di diramare esclusivamente servizi voce.
Telecom, più volte interpellata, non è mai stata in grado o non ha voluto fornire indicazioni su quando e se tali apparati verranno aggiornati
e tre diversi operatori alternativi a cui mi sono rivolto (Fastweb,Infostrada e Vodafone)
si sono dichiarati al fine impossibilitati a fornire i propri servizi a causa delle limitazioni tecniche presenti sulla rete gestita da Telecom.
Oltre al danno la beffa.
Nel 2011 la Regione Lombardia lancia un'iniziativa che mira a portare la banda larga al 100% della popolazione lombarda entro il
2013 come è possibile leggere qui: http://www.ors.regione.
Chi ha vinto il bando di gara? Telecom che beneficia di un finanziamento di circa 40milioni di euro di soldi pubblici.
C'è Dalmine nella lista dei comuni interessati? No, come si può desumere dalla lista qui pubblicata: http://www.ors.regione.
Dopo aver interessato della cosa la Direzione Generale Ambiente,Reti ed Energia della Regione Lombardia nella persona della Sig.ra F.F., ricevo dopo qualche settimana la seguente risposta:
"Devo comunicarle purtroppo che il suo comune non è tra i beneficiari del bando regionale e pertanto non ricadrà negli interventi
previsti entro il 2013. Ho chiesto a Telecom Italia le ragioni tecniche per le quali il suo doppino telefonico non è in grado
di supportare il servizio ADSL e se vi sono piani di intervento futuri.
Il suo doppino è attestato ad un apparato concentratore (a sua volta attestato alla centrale telefonica più vicina), chiamato UCR,
che non consente la trasmissione dell'ADSL.
Purtroppo per "risanare" la sua situazione occorre un intervento molto costoso (occorre scavare ed acquistare l'elettronica necessaria)
e Telecom Italia non ha in previsione tale spesa nel prossimo futuro"
La gentile dirigente pubblica mi lascia comunque un barlume di speranza:
"Non posso prometterle niente, ma tenteremo di reperire le risorse per agganciare il suo comune agli interventi in corso".
Ho scritto alla segreteria del Sindaco Terzi e all'Ufficio Provinciale della Presidenza delle Regione Lombardia senza ricevere risposta alcuna,
all'AgCom ricevendone una superflua risposta di cortesia (sebbene nella lettera menzionassi il comportamento scorretto delle compagnie telefoniche
che convincono a sottoscrivere contratti assicurando la connettività alla propria rete per poi tornare sui propri passi
quando spesso è ormai tardi per inviare la disdetta entro i termini di legge),
a. Co.Re.Com. Lombardia che non ha mai risposto,
a svariate associazioni consumatori delle quali solo una ha avuto bontà e gentilezza di contattarmi (Movimento Consumatori di Bergamo).
Ripeto: in Italia esistono ben altri problemi di importanza e gravità assai maggiore di un banale caso di digital divide.
Ma proprio perché spero ancora di vivere in un Paese moderno, ben attaccato all'Europa,
mi illudo che i problemi minori vengano risolti più velocemente e non semplicemente accantonati.
Sergio Nasi

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