mercoledì 24 agosto 2011

Un Piano del Traffico dei desideri ma senza progettualità


Il PUT (Piano del Traffico Urbano) presentato ha bisogno di correzioni, anche rilevanti in termini di scelte di indirizzo, perciò stiamo preparando osservazioni che metteremo a disposizione dell'amministrazione come nostro contributo, come sempre cerchiamo di essere propositivi.

Il piano ha aspetti positivi nell'individuazione dei punti di intervento per la soluzione delle criticità, ma è carente del carattere di progettualità, ovvero oltre a definire cosa fare e come dovrebbe chiarire quando, con che vincoli esterni e con che risorse, solo questo permette di avere un quadro sufficientemente preciso e capire se il progetto è coerente e fattibile e se perciò alla fine lo scopo si raggiungerà.

Il PUT è uno strumento di programmazione nel breve periodo (e si inserisce come piano settoriale del più ampio PGT, Piano di Governo del Territorio, che è lo strumento con prospettive temporali più ampie), serve per stabilire cosa fare subito ed entro 1 o 2 anni al massimo.

Gli interventi proposti nel piano (trasformazione della 525, di Sforzatica, di Brembo, di Mariano, di Sabbio, percorsi ciclo-pedonali) invece non sono posizionati rispetto ad un asse del tempo anche se in gran parte dipendono da vincoli per nulla secondari:
  1. che sia pronta la variante alla ss525 e SP42 per ridurre drasticamente il traffico di attraversamento di Dalmine
  2. che si compia l'ennesimo scempio del territorio di Dalmine e entrino nelle casse del comune i soldi previsti dall'avvio delle grandi lottizzazioni di trasformazione previste dal PGT
Per questi due punti ci sarà da attendere almeno due anni, ma se pensiamo che entrambi sono già aperti da anni, e se aggiungiamo che arriverà l'ennesima riduzione dei trasferimenti ai comuni (per finanziare il magna magna del governo PDL/LegaRomana - piccolo spazio sfogo), è lecito chiedersi se si faranno nei tempi attesi.
E nel frattempo, nel breve appunto, si può fare qualcosa?
Si, quello che sarà scritto nelle osservazioni.

Il rischio è che accada quello che è già accaduto per il piano delle opere, presentato ormai due anni fa come un elenco di molti capitoli e rimasto solo sulla carta.





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