domenica 28 settembre 2008

Il piacere della legalità è ...

Nell'ambito della festa delle Associazioni di Dalmine e organizzato da PUZZLE, si è svolto il 27 Settembre 2008 in Piazza Caduti l'incontro/dibattito “il piacere della legalità è ...”.
Oltre al Sindaco Francesca Bruschi ed al Maresciallo Sciarra della caserma di Dalmine sono intervenuti raccontando le rispettive esperienze: il rappresentante della Cooperativa Terre di Puglia che fa parte della rete di LIBERA, Don Omar Valsecchi e i giovani dell'Oratorio di S. Paolo d'Argon, il Prof. Giorgio Lanzi, docente referente per la Consulta dell'Ufficio scolastico del Provveditorato Studi di Bergamo.

La cooperativa “Terra di Puglia” è stata fondata da giovani pugliesi nel gennaio 2008 per il riutilizzo, principalmente a grano e vigneto, dei beni confiscati alla Sacra Corona Unita. L'obbiettivo importante, tra gli altri, è quello di proporre un'alternativa all'adesione giovanile alla criminalità o all'emigrazione, nell'affermazione della legalità.
Don Omar Curato di S. Paolo d'Argon, spinto dall'idea di concretizzare una testimonianza evangelica di giustizia e libertà, ha accompagnato i giovani dell'oratorio in una esperienza culminata in un soggiorno di lavoro in Sicilia e di incontro con persone impegnate nella lotta alla mafia.
Il Prof. Giorgio Lanzi della Consulta Studentesca Bergamasca indica la sperimentazione come la via più efficace per l'affermazione del valore della legalità negli studenti ed il contrasto al fenomeno del bullismo. La sperimentazione può avvenire sfruttando spunti offerti dalla rappresentanza e la democrazia nella scuola, quando l'esercizio avviene alla pari con le altre componenti e i genitori.
Queste poche righe vogliono essere solo un breve promemoria della serata. Il blog è a disposizione per i vostri commenti sull'argomento della legalità.

1 commento:

  1. Vorrei tornare sull'argomento inerente la penetrazione della malavita organizzata in alcuni settori produttivi, quali ad esempio l'edilizia, che è stato accennato nel dibattito seguito all'incontro.
    Il Professor Lanzi della Consulta Studentesca, riferendosi nel suo discorso al bullismo, diceva che è necessario saper riconoscere gli eventi e chiamarli con il proprio nome, senza paura e al contempo senza generare inutili paure, per poi agire di conseguenza anche con rigore se necessario.
    Asserire o ipotizzare, come è stato fatto nell'incontro e come si legge dalla stampa ormai quotidianamente, che esiste sul nostro territorio una malavita organizzata che talvolta influenza o inquina le gare di appalto per la realizzazione di opere penso richieda un approfondimento.
    Il Professore - e mi rendo conto che sto prendendo il suo discorso come filo conduttore, evidentemente l'ho trovato interessante - portava ad esempio l'attività fatta coi ragazzi di lettura della Costituzione Italiana come esperienza di sperimentazione ed elemento di comprensione della regola a fondamento di una società basata sulla legalità.
    Mi viene in mente che la Costituzione Italiana inizia dichiarando che l'Italia è un paese fondato sul Lavoro. Ne consegue che chi opera nel modo del lavoro al di fuori delle regole, dispone di risorse finanziarie pressoché illimitate derivanti da attività illegali e non ha necessità di trarre profitto dal lavoro, oltre a mettere chi al contrario opera nella legalità nella condizione di non poter competere arrecando danno alle attività economiche e imprenditoriali, mina gravemente le fondamenta della nostra società in quanto produce un generale deterioramento del tessuto sociale, un tempo sano, che se non non riconosce il pericolo non reagisce ma si adatta, lo voglia o no, a convivere con la realtà che è mutata. Se questo si verifica e assume peso rispetto all'economia del territorio non siamo molto distanti da una economia controllata dalla malavita come avviene in altre aree del paese.
    Il danno inflitto alla società da una malavita infiltrata nel mondo del lavoro è probabilmente, nel lungo periodo, di gran lunga più grave di quello che può provocare una malavita che organizza prostituzione e spaccio di stupefacenti, fenomeni non nuovi sul territorio. E' il mondo del lavoro quindi uno dei cardini sul quale si deve concentrare la vigilanza della società.
    Il fatto che la malavita al nord non si manifesti con una attività tanto capillare come avviene al sud non deve dare conforto: equivale a non vedere il problema perché non se ne riconosce l'identica matrice, e di conseguenza porta a non interrogarsi sulle conseguenze nel lungo periodo.
    Facciamo il primo passo, come cittadini e istituzioni, prendendo atto che è già tempo di identificare e attuare azioni di contrasto all'avanzata di questo tipo di illegalità, se ciò non avviene ogni giorno che passa renderà più ardua l'impresa.
    Queste osservazioni ad alcuni sembreranno scontate, ma nel corso del dibattito mi sono reso conto che per altri rappresentano una visione catastrofica, perciò può essere utile discuterne.

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